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Gli Amici del Corni donano a SETA la riproduzione di una stazione filoviaria


L'Associazione Amici del Corni (composta da ex insegnati ed ex allievi dell'Istituto Fermo Corni di Modena) ha donato a SETA un modellino in scala che riproduce una stazione filoviaria al cui interno transita uno dei primi filobus in servizio sulla rete cittadina di Modena negli anni Cinquanta.

L'opera, perfettamente funzionante grazie al restauro conservativo effettuato, venne realizzata diversi decenni fa da Alessandro Pini, scomparso ormai da tempo, che fu commerciante nel mercato di piazza XX Settembre e venne insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro.

Da appassionato di trasporto pubblico e di modellismo (nonché, come cita la targa commemorativa apposta sul plastico, anche talentuoso nell'allestimento di carri allegorici) Pini realizzò l'opera per suo piacere personale. Alla sua morte, il modellino fu recuperato dal nipote Alessandro Vecchi che lo donò all'Associazione Amici del Corni. Coniugando talento e passione, i soci Tiziano Quartieri, Dario Piretti, Luigi Stefani e Cataldo Cataldo, hanno ripristinato le parti ammalorate, rifatto l'impianto elettrico e di illuminazione consentendo così di poter riattivare il funzionamento del modellino. Una volta riportata in buono stato, l'opera è stata affidata a SETA con la formula del comodato d'uso gratuito.

"Un'opera come questa racchiude in sé diversi significati positivi - ha dichiarato Antonio Nicolini, Presidente di SETA - e, in particolare, mette in relazione due eccellenze tipiche del territorio modenese: il lavoro artigianale e manuale che diventa quasi opera d'arte ed il trasporto pubblico a trazione elettrica, eccellenza della nostra città da oltre un secolo. Oltre alla cura realizzativa generale, l'opera è contraddistinta in particolare dalla presenza di una riproduzione di un filobus Fiat Cansa CGE, che fu in effetti il primo modello di filobus in circolazione a Modena a partire dal 1950. Ecco perché abbiamo subito accettato, con viva soddisfazione, la proposta pervenutaci da parte degli Amici del Corni, ritenendo che non ci sia luogo migliore della nostra sede per ospitare la pregevole realizzazione del compianto Alessandro Pini. L'occasione è inoltre propizia per riflettere sulla lungimiranza della scelta strategica che Modena fece nel primo dopoguerra, introducendo il sistema filoviario all'interno di una visione che prefigurava - già allora - un trasporto pubblico completamente sostenibile. Una decisione che, oltre settant'anni dopo, risulta tuttora attuale ed è stata confermata di recente con il rinnovo della flotta attuato grazie all'arrivo dei modernissimi filobus Trollino full electric".

SETA si è impegnata a garantire la cura e la manutenzione del modellino di filovia, nonché ad assicurarne l'esposizione in un contesto idoneo e filologicamente coerente. Inoltre, grazie alla disponibilità ed alla competenza del dipendente Vincenzo Salierno, si è provveduto a mettere in sicurezza l'opera, sistemandola su un supporto adeguato e proteggendola con una copertura trasparente in plexiglass. Il modello di stazione filoviaria può ora essere ammirato nell'atrio della sede di SETA in Strada Sant'Anna: il suo ingresso arricchisce la galleria aziendale di reperti storici del trasporto pubblico, composta da diversi pezzi (parti meccaniche, oggetti e strumentazione varia), alcuni dei quali risalenti ai primi del Novecento come lo splendido esemplare di macchina stampatrice/obliteratrice di biglietti.

"Credo che il valore storico-artistico di quest'opera la renda meritoria di un luogo appropriato nel quale poterla ammirare. A nome dell'Associazione che mi pregio di presiedere - ha sottolineato Enrico Malagoli, Presidente degli Amici del Corni - rivolgo quindi un sentito ringraziamento a SETA, la cui disponibilità consentirà ai cittadini modenesi di poter apprezzare l'elevato livello di artigianalità di questa realizzazione. Ringrazio altresì gli amici-colleghi dell'Associazione che con il loro impegno hanno materialmente reso possibile il recupero del modellino di filovia urbana".

Alla cerimonia di consegna ha partecipato anche Andrea Bortolamasi, Assessore alla Cultura del Comune di Modena: "Riconsegnare a nuova vita un pezzo di storia e di radici della nostra comunità per tramandarlo alle generazioni successive è un gesto dal significato importante e positivo: anche con queste piccole ma importanti iniziative, infatti, si raccontano le trasformazioni della nostra città e se ne fa memoria, in un ideale passaggio di testimone da chi c'era a chi ci sarà. Ringrazio quindi SETA per la disponibilità e l'Associazione Amici del Corni per il lodevole impegno che i suoi volontari, anche mettendosi in relazione con le altre istituzioni culturali cittadine, stanno attuando per conservare e valorizzare il grande patrimonio di materiali che raccontano la storia del lavoro a Modena, dal Novecento ad oggi".




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